Cassazione Civile, sez. VI, 13 novembre 2014, n. 24188 – I fenomeni di blocco delle tubazioni costituiscono gravi difetti riconducibili alla tipologia di cui all’art. 1669, cod. civ.

La definizione di gravi difetti, nell’ambito della normativa sugli appalti, ha visto mutare nel corso degli anni l’orientamento della giurisprudenza la quale è passata da un orientamento restrittivo ad una nozione estensiva che identifica, ad oggi, il grave difetto non unicamente nella presenza di vizi costruttivi che posso pregiudicare la sicurezza è stabilità dell’immobile, ma anche nella “apprezzabile menomazione del normare godimento dell’opera o nell’inidoneità della stessa a fornire l’utilità economica e pratica per cui è stata costruita” ( Così, ex plurimis, Cass., Civ. 15 novembre 2013, n. 25767, Cass. Civ. 08.05.2007 , n. 10533; Cass. Civ., 19.02.2007, n. 3752; Cass. Civ. 04.11.2005, n. 21351).
La sentenza in oggetto che riguarda i difetti all’impianto di scarico delle acque di un immobile, aderendo al consolidato orientamento ha ritenuto che “i fenomeni di blocco delle tubazioni … , forniscono ampia conferma dell’inidoneità strutturale e del sottodimensionamento dell’intero impianto di smaltimento delle acque bianche dell’immobile, incidendo in maniera considerevole sulla possibilità di libero e proficuo godimento dell’immobile”.

Pertanto i gravi difetti degli impianti di scarico rientrano nella nozione “gravi difetti” prevista dal codice civile incidono sensibilmente sugli elementi essenziali della struttura e funzionalità dell’opera.

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