L’uso dell’A.I. in azienda non esonera dalla responsabilità penale: è tempo di aggiornare i modelli 231 e prevedere protocolli specifici.
1. L’intelligenza artificiale entra nei processi aziendali
Le imprese, comprese quelle del settore edile, stanno adottando strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale (A.I.) per supportare funzioni sensibili come:
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Sicurezza sul lavoro
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Contabilità e bilancio
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Gestione del personale
L’uso di piattaforme e sistemi intelligenti comporta però nuovi rischi, anche di natura penale, che non possono essere ignorati.
2. A.I. e responsabilità dell’Ente: nessuna immunità
L’A.I., pur non essendo penalmente responsabile, può essere la causa della commissione di reati. È la società che ne fa uso ad assumersi il rischio di eventuali comportamenti penalmente rilevanti generati o agevolati dal sistema.
Esempi pratici di rischi:
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Generazione di dati contabili non veritieri
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Alterazione dei dati ambientali o relativi al personale
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Incidenti causati da robot o macchine intelligenti impiegate in cantiere
3. Un esempio concreto e non troppo Futuristico : l’operaio robot e l’infortunio
Cosa succederà tra poco se un “robot manovale” dotato di A.I., non programmato o manutenuto correttamente, causerà gravi lesioni o la morte di un lavoratore?
Risponderà l’Ente, non il robot.
Se l’uso dell’A.I. è stato funzionale a un vantaggio (es. risparmio sui costi, accelerazione dei lavori), la responsabilità sarà pienamente configurabile ai sensi del D.Lgs. 231/01.
4. Il modello 231 va aggiornato: serve un “Protocollo A.I.”
L’art. 6, comma 2, lett. b) del D.Lgs. 231/01 prevede espressamente protocolli per la programmazione e attuazione delle decisioni aziendali. Questo impone oggi l’integrazione della compliance con strumenti specifici per governare l’A.I.
Il “Protocollo A.I.” dovrebbe includere:
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Principi etici applicabili all’A.I.
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Presidi tecnologici e organizzativi
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Cautele tecniche e misure di sicurezza
5. Le novità legislative in arrivo
Il disegno di legge del 20 marzo 2025, già approvato dal Senato e ora alla Camera, percorre tale direzione e prevede aggravanti specifiche per reati commessi tramite A.I., come quelli in ambito finanziario, e introduce nuovi reati informatici.
Conclusioni
L’integrazione dell’A.I. nei processi aziendali rappresenta una straordinaria opportunità, ma espone l’Ente a rischi penalmente rilevanti se non gestita correttamente.
Un approccio responsabile e preventivo è oggi più che mai necessario per le imprese, soprattutto in settori operativi come l’edilizia.
